Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa I voti allo Stato in borsa
25/03/2016 - Pubblicato in news nazionali

Calo del petrolio, debolezza della domanda elettrica, tagli ai budget della Difesa. A ciascuno la sua bestia nera. Eppure Eni, Enel e Finmeccanica, i tre grandi gruppi quotati ancora a controllo pubblico, sembrano aver retto bene agli scossoni dei rispettivi mercati, mettendo in atto per tempo le contromisure. Prima che arrivassero i downgrade di Standard & Poor’s e Moody’s, per Eni era stata una marcia trionfale, nonostante il risultato netto negativo per 7,9 miliardi nel 2015, a colpi di svalutazioni indotte dal mini barile. Il mercato riconosce a Descalzi di aver adottato in anticipo sulle altre big oil le contromisure necessarie a bilanciare il calo del greggio. I pilastri del nuovo piano strategico 2016-2019 sono riassunti nel concetto che Descalzi ha esposto agli analisti: avere successo a prezzi bassi, alimentando la crescita di lungo termine. Efficienza operativa, semplificazione della struttura del gruppo e gestione attiva del portafoglio. L’ad Francesco Starace riassume così i tre pilastri che hanno guidato e continueranno a guidare le strategie di Enel. I numeri del 2015 portano acqua al mulino dell’ad. Il gruppo ha chiuso lo scorso esercizio con un risultato netto vicino a 2,2 miliardi di euro, in rialzo addirittura del 324% rispetto al 2014. Per l’immediato futuro il piano dell’ad prevede, oltre all’integrazione del business delle rinnovabili, il completamento del riassetto in America Latina.

Fonte: MF – Angela Zoppo (pag. 24)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Gas, ok Arera a seconda sessione aste capacità dall’Algeria

Le difficoltà degli operatori a ottenere i requisiti di partecipazione in tempo utile ha fatto sì che l’asta tenutasi lo scorso primo luglio per l’assegnazione di capacità gas dall’Algeria presso il punto di ent
[leggi tutto…]

Cipro, Snam in gara per rigassificatore galleggiante

Snam ha presentato una manifestazione di interesse nella  gara bandita dall’azienda pubblica del gas cipriota Defa, per la realizzazione di un terminale di rigassificazione galleggiante Fsru, con relativi moli e gasdotti
[leggi tutto…]

Phase-out carbone, A2A punta sul gas anche a Monfalcone

Arriva l’ufficialità: anche a Monfalcone A2A intende sostituire la centrale a carbone con il gas. La chiusura dell’impianto esistente da oltre 300 MW potrebbe arrivare anche prima della data del 2025 fissata dal Pniec.
[leggi tutto…]