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Home Rassegna Stampa “Gli Usa superpotenza del petrolio. Il gasdotto dalla Russia va ripensato”
18/05/2016 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Il Corriere ha intervistato Amos Hochstein, 47 anni, inviato speciale per gli Affari dell’energia dell’amministrazione americana, che vede alcune novità di fondo sul mercato. La prima: «Gli Stati Uniti sono una superpotenza nell’energia». E soprattutto, il cartello dell’Opec ha perso il controllo del prezzo perché i produttori americani dello «shale» — il petrolio e il gas estratti dalla roccia di scisto — glielo hanno strappato. I sauditi hanno lasciato che il barile si deprezzasse per mettere i produttori Usa fuori mercato. Sul North Stream 2 dichiara: «Noi vogliamo vedere in Europa un mercato diversificato, rifornito dalla Russia e da tutti gli altri produttori. Ma il modo migliore per impedire agli altri fornitori di competere con il gas russo è di fare nuovi gasdotti e ora il più importante è North Stream 2. C’è anche un altro problema: se fai North Stream 2, sostanzialmente stai togliendo all’Ucraina il transito verso la Germania». Ed aggiunge: « l’80% del gas russo verso l’Europa arriva in un solo luogo, in Germania, e non è sano…». E conclude:  «Non è ancora approvato. Non è un progetto che contribuisca all’Unione dell’energia in Europa, dunque va studiato attentamente. Bisogna vedere se è un progetto economico o politico. Se è politico, forse sarebbe meglio ripensarci. Matteo Renzi, il vostro premier, è stato piuttosto forte su questo punto». «Noi vogliamo vedere in Europa un mercato diversificato, rifornito dalla Russia e da tutti gli altri produttori. Ma il modo migliore per impedire agli altri fornitori di competere con il gas russo è di fare nuovi gasdotti e ora il più importante è North Stream 2. C’è anche un altro problema: se fai North Stream 2, sostanzialmente stai togliendo all’Ucraina il transito verso la Germania».

Fonte: Corriere della Sera – Federico Fubini (pag. 9)

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