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Home Rassegna Stampa Unione energetica, il tentativo di Bruxelles di avere una voce sola
06/07/2015 - Pubblicato in news internazionali

L'Unione europea dell'energia, l'ambizioso progetto cui Jean-Claude Juncker attribuisce un'importanza pari al celebre progetto per le infrastrutture da 315 miliardi, rischia di scivolare su una buccia di banana dimenticata sul marciapiede da Berlino. E' successo che all'inizio della settimana scorsa, tre giorni prima della difficile riunione a tre fra Russia, Ucraina e Unione europea per assicurare le forniture da Mosca a Kiev, in cui l'Ue svolgeva un ruolo di mediazione, riunione finita con una rottura fra i due Paesi belligeranti e l'incapacità per l'Ue di evitare il nulla di fatto, la Germania ha annunciato di aver raggiunto separatamente un accordo con Mosca per la costruzione di un gasdotto diretto fra i due Paesi. La condotta passerà sotto il Mar Baltico e quindi eviterà qualsiasi scomoda servitù di passaggio. Eppure il punto centrale della neonata Unione dell'energia sarebbe il coordinamento rigoroso fra tutti i Paesi in tema di forniture. «L'Unione europea si era proposta come garante fra Russia e Ucraina proprio per affermare la sua unità e il suo ritrovato importante ruolo nel settore energetico», spiega con diplomazia Valeria Termini, economista di Roma Tre e membro dell'Autorità per l'energia, nonché dal mese scorso vicepresidente dei regolatori europei. «L'accordo per un gasdotto bilaterale è infatti consentito dall'Ue quando il gas arriva direttamente a un Paese cliente, senza transiti. Certo, un po' d'imbarazzo l'ha provocato, perché in tema d'energia qualsiasi iniziativa viene interpretata in chiave geopolitica. Intendiamoci, la Germania non ha commesso nessuna violazione delle regole europee, semmai un'elusione». Peraltro, sui motivi della rottura, come ha specificato Maros Sefcovic, commissario europeo per l'Energia, ha influito anche la discordanza sul prezzo. Il nuovo incidente diplomatico fra Russia ed Europa arriva un anno dopo un altro breakdown clamoroso, quello che portò l'Ue a bloccare il gasdotto South Stream. 

Fonte: La Repubblica Affari & Finanza 

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