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Home Rassegna Stampa Trump punta al gas libico e offre all’Italia pozzi nel Golfo del Messico
30/07/2018 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Sul piano politico, la logica dell’incontro di oggi tra il Presidente Trump e il premier Conte è chiara. Trump ha bisogno di una sponda in Europa per arginare i progetti unitari franco-tedeschi; Conte ha bisogno di legittimazione. La guerra dei dazi sembra scongiurata, dopo il vertice con Junker, ma Conte sarebbe felice se Trump dimostrasse la sua amicizia con gesti concreti per favorire la nostra economica. Gli americani vorrebbero lavorare sul gas in Libai e l’Eni potrebbe dare loro una quota, in cambio di una licenza per operare nei giacimenti di petrolio e gas nel Golfo del Messico. Il segretario dell’Energia Perry ha parlato con la Casa Bianca in vista della visita di Conte, sollecitando Trump a sollevare con forza la questione del gasdotto Tap nel capitolo sicurezza energetica. Dopo le critiche al Nord Stream 2, questa opera porterebbe in Italia il 15% del suo fabbisogno, e offrirebbe all’Europa una delle alternative alle forniture russe. La Socar, consociata azera del progetto, ci ha recapitato il prospetto dei danni che lo stop italiano provocherebbe, stimati fra 43 e 76 miliardi di euro. Voce per voce, sarebbero 5,3 miliardi per i costi sostenuti per l’opera, 12 per il lucro cessante, 17 per il margine perso a causa dell’impossibilità di vendere in Italia, 3 per il costo maggiorato dell’approvvigionamento, 2 per il mancato gettito fiscale e fino a 37 miliardi per l’impatto sul Sistema Italia.

Fonte: La Stampa – Paolo Mastrolilli (pag. 4)

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