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08/07/2017 - Pubblicato in news nazionali

Caduto l’ultimo baluardo monopolistico del mercato elettrico, anche in Italia inizia ufficialmente l’era delle utility digitali. Da poche settimane è infatti in vigore la delibera dell’Autorità per l’Energia sull’apertura del mercato di dispacciamento, finora riservato ai così detti utenti abilitati, essenzialmente le grandi centrali dei gruppi energetici tradizionali, chiamate a vendere energia a Terna per rispondere alle esigenze di bilanciamento della rete nazionale. Un mercato dai numeri decisamente interessanti che ora si apre anche ai così detti “aggregatori”, ossia quei soggetti che acquistano capacità elettrica dai produttori rinnovabili, mettendo insieme impianti virtuali, anche di potenza significativa, per poi rivendere l’energia al dettaglio o all’ingrosso. La possibilità per questi player di accedere anche al mercato di dispacciamento li rende ora paragonabili alle utility tradizionali, perché di queste hanno le stesse prerogative, ma in versione del tutto del tutto digitale, visto che al possesso fisico degli impianti si sostituisce la complessa architettura informatica necessaria a governare l’energia distribuita proveniente dalle fonti rinnovabili.

Fonte: MF – Luisa Leone (pag. 13)

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