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Home Rassegna Stampa Tariffe gas tedesche, Confindustria: “La Ue rischia la germanizzazione”. Patuanelli: “Inaccettabile”
20/02/2020 - Pubblicato in news nazionali

Proprio nel giorno in cui Confindustria rilancia alla Camera l’allarme sui possibili aumenti del prezzo del gas conseguenti alle nuove tariffe di trasporto tedesche, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, le ha definite “inaccettabili” al termine del previsto incontro a Bruxelles con la commissaria Ue all’Energia, Kadri Simson. Patuanelli, che riafferma così la posizione già espressa dal Mise lo scorso maggio in una lettera alla Commissione , ha quantificato in 0,5 mld € nel 2020 “l’extra-costo per i nostri cittadini” derivante dalle tariffe tedesche. “Ovviamente riteniamo che non sia lecito quello che fa la Germania, lo abbiamo ribadito oggi e lo ribadiremo in ogni tavolo possibile”, ha detto il ministro, che però spiega di aver ricevuto per il momento solo “una risposta interlocutoria dalla Commissione”. Un analogo allarme è arrivato da Confindustria, che in audizione alla commissione Attività produttive sullo schema di D.Lgs di recepimento della direttiva 2019/692 sul mercato del gas ha avvertito che “la Germania è riuscita a far indicizzare i prezzi europei al mercato tedesco” e con il raddoppio del Nord Stream e le nuove tariffe entry-exit il divario dei prezzi italiani con quelli del resto d’Europa “rischia di diventare strutturale”. lMa se la direttiva gas ha affrontato le potenziali distorsioni derivanti da strategie di importazione non armonizzate, secondo Pasini “non si è occupata delle distorsioni insite nell’architettura stessa del sistema europeo, ovvero legate alla mancata integrazione dei mercati nazionali”. Di qui gli “approcci nazionalistici di alcuni Paesi”. Citando dati Acer, Confindustria evidenzia nel periodo 2014-2018 da un lato un progressivo allineamento dei valori di mercato tra i Paesi del Centro-Nord Europa, ma dall’altro che “l’Italia si trova ad essere un’isola nel sistema comunitario”. Una condizione che “rischia di divenire strutturale nel prossimo futuro, con lo sviluppo della nuova capacità di importazione di gas russo”. Dai deputati sono arrivati segnali di sostegno. Per Gianluca Benamati (PD) serve “una reale armonizzazione dei transiti e quindi tariffe di trasporto, perché abbiamo anche all’interno della Ue l’attraversamento di Paesi extra-Ue come la Svizzera”, mentre per Pierluigi Bersani (Leu) “la politica deve porre questo tema con grande forza, perché l’Italia ha bisogno del gas”. Pasini - secondo il quale il recepimento della direttiva 2019/692 potrebbe essere “un’utile occasione” per risolvere lo stallo delle gare gas – ha concluso elencando 5 linee strategiche per “valorizzare il patrimonio italiano nell’uso del gas in funzione del raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione”: rafforzare l’integrazione con il sistema elettrico, accompagnare la crescita dei consumi di gas nei trasporti, proseguire nello sfruttamento efficiente delle infrastrutture esistenti e nel loro eventuale potenziamento, favorire lo sfruttamento della produzione nazionale, migliorare la regolazione dei transiti all’interno dell’Europa.

Fonte: Quotidiano Energia

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