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Home Rassegna Stampa Gli stop ai giacimenti tagliano l’attività estrattiva del 18,8%
12/07/2017 - Pubblicato in news nazionali

L’ennesima fermata al centro oli dell’Eni a Viggiano (Potenza), dove affluisce il petrolio estratto dai giacimenti della Val d’Afri, è l’origine del crollo del 18,8% per il segmento industriale delle attività estrattive rilevato dall’Istat per la produzione di maggio. Rallenta anche la fabbricazione di apparecchiature elettriche e non elettriche per uso domestico e apparecchiature dell’industria del legno, ella carta e della stampa (-0,6%). Il comparto dell’industria estrattiva è formato dai diversi settori: i minerali solidi, gli idrocarburi, i servizi all’industria mineraria. Il carbone è in diminuzione ma restano stabili le attività di produzione che sostengono il made in Italy di stampo tradizionale. Il settore in più grande difficoltà è quello dell’estrazione di risorse energetiche dal sottosuolo, ma solo per motivi di accettabilità sociale. I comitati nimby hanno ottenuto che si estragga metano per 55 miliardi di metri cubi/anno  e non più di 70-80 mila barili al giorno di greggio contro livelli di produzione di 15 anni fa pari a 21 miliardi di metri cubi di gas /anno e 120 milioni di barili al giorno.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Impresa e territori – J. G. (pag. 9)

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