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Home Rassegna Stampa Starace a New York rilancia sulle rinnovabili
04/11/2016 - Pubblicato in aspetti tecnici,news internazionali

Oggi, 4 novembre, entra in vigore l’accordo sull’ambiente firmato quasi un anno fa Parigi e Jeffrey Sachs, vate del progressismo ambientale e dello sviluppo sostenibile a livello globale non è soddisfatto: «Immagino che abbiate sentito parlare moltissimo di ambiente nei dibattiti elettorali fra Trump e la Clinton - dice sarcastico - ... eppure il tempo è già scaduto e si è fatto molto poco». Sachs è il direttore del Columbia Center of Sustainable Investment e ha chiuso così ieri l’undicesima conferenza sul Climate Change and Sustainable Investment in Natural Resources, un incontro che ha messo a confronto capi azienda, come Francesco Starace CEO dell’Enel, governanti, come Amina J. Mohammed, ministro per l’ambiente in Nigeria, attivisti come Alfred Griffin, presidente della Green Bank a New York e altri manager di grandi multinazionali per lavorare insieme all’obiettivo comune: come si passa dalle indicazioni di Parigi alle trasformazioni per raggiungere gli obiettivi? L’appuntamento non è casuale, a parte la scadenza di oggi del 4 novembre, c’è anche fra un paio di settimane il lancio della Cop22 in Marocco, dove si farà il punto sul progresso nell’obiettivo centrale di mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia critica di un aumento di 2°C. Come osserva Starace i tempi non sono immediati le tecnologie CCS (Carbon Capture &Storage) per catturare il Co2 emesso dal carbone ad esempio non hanno ottenuto alcun progresso negli ultimi 15 anni, quindi probabilmente richiederanno altri 15 anni per produrre i primi risultati. «Per quanto riguarda il gas penso che da circa vent’anni sia il combustibile alternativo, il combustibile di transizione. Ma chiediamoci, perché non lo è già diventato?», dice Starace ai suoi interlocutori che propongono la soluzione “intermedia” appunto grazie all’utilizzo del gas. La risposta secondo Starace è che c’è un problema di maturità del gas stesso, o comunque, del mercato del gas, perché si sta comportando in maniera volatile come il petrolio. Questo non aiuta il gas naturale a diventare una parte affidabile, stabile e non rischiosa di un portafoglio energetico. Cosa che ci riporta alle rinnovabili. Sachs su questo punto concorda con Starace: «Si è fatto davvero poco finora e le grandi aziende non hanno imboccato fino in fondo la strada che porta all’utilizzo delle rinnovabili, si cercano soluzioni intermedie. Si parla di CCS, ma siamo ancora lontani» dice.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Mario Platero (pag. 30)

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