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Home Rassegna Stampa Snam, nuova tappa per il «reverse flow»

Ultimati 170 chilometri di tubi in Pianura Padana: questa, però, è soltanto la prima tappa del percorso stringente messo a punto dalla società – e per il quale sono stati mobilitati 600 milioni di euro da qui al 2018 solo nell’ultimo piano industriale – e giudicato strategico dall’UE che ha inserito il reverse flow tra i progetti di interesse comune nel settore dell’energia. Sul fronte dei metanodotti, la società guidata da Marco Alverà ha acquisito tutti i permessi per il nuovo tratto tra Cervignano D’Adda e Mortara e i lavori saranno avviati tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017. Con una data, quella del 2018, da cerchiare in rosso per la chiusura complessiva del cerchio. «Perché non creare, come per il petrolio, una riserva strategica regolamentata in base a cui un tot di domanda deve essere sempre conservata sotto terra e possa quindi essere utilizzata per quel 4,5% in caso di crisi?», così Alverà che ha annunciato che Snam si farà portavoce di tale proposta a Bruxelles.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza & Mercati  - Celestina Dominelli (pag. 29)

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