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Home Rassegna Stampa Shell, Eni e Total: sfida sulle rinnovabili
05/12/2016 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Solo pochi giorni fa Ben van Beurden, Ceo di Shell (la seconda major mondiale dopo Exxon) è stato chiaro: in merito alle rinnovabili, la società è attiva e farà delle acquisizioni. Qualcun altro, come la francese Total, lo ha già fatto la scorsa primavera spendendo più di un miliardo di dollari per Saft, produttore di batterie per immagazzinare energia solare. E lo stesso anche l’Eni con l’ad Claudio Descalzi che annunciava un piano per realizzare i suoi primi megawatt in pannelli solari. Ormai non sono più solo segnali: dopo l’accordo di Parigi sul clima gli impegni presi nella capitale francese devono trasformarsi in fatti. Il petrolio è destinato all’abdicazione e l’unico interrogativo sembra essere solo quando ciò accadrà. Una progressiva sostituzione che andrebbe di pari passo con l’affermazione della mobilità elettrica visto che la maggior parte del petrolio estratto viene utilizzato per i mezzi di trasporto mentre il resto va nella chimica, nell’industria e nella produzione di elettricità di molti Paesi emergenti che ancora si servono di olio combustibile. Un cambio di paradigma epocale, quello del «picco» di domanda: alla teoria del peak oil si sta sostituendo quella del peak oil demand. Le conseguenze di questa rivoluzione non si possono però ancora valutare del tutto, certo è che gli scenari non riguarderanno solo le strategie delle compagnie petrolifere «tradizionali» ma avranno ripercussioni anche sullo stato finanziario dei Paesi produttori.

Fonte: Corriere della Sera, Corriere Economia – Stefano Agnoli (pag. 2)

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