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Home Rassegna Stampa Lo shale oil americano ora sembra meno forte
30/09/2017 - Pubblicato in news internazionali

La produzione di petrolio degli Stati Uniti non sta correndo come sembra. Anzi, lo shale oil potrebbe essere in difficoltà. Sembra infatti impossibile che gli Usa possano arrivare davvero a 9,3 mbg quest’anno e 9,8 mbg il prossimo, specie dopo l’uragano Harvey, che ha costretto a sospendere le operazioni nel Golfo del Messico e nella shale play di Eagle Ford, in Texas. I costi stanno risalendo in fretta e in molte aree si segnalano carenze di personale specializzato. Lo shale oil avrebbe anche problemi molto più seri. Le modalità di estrazione, molto aggressive, potrebbero aver danneggiato in modo irreversibile le delicate formazioni geologiche da cui sgorga lo shale oil. Uno studio pubblicato da Wood Mackenzie torna ad alimentare timori che erano già emersi nel periodo dei bilanci trimestrali del settore. La società di consulenza punta il dito contro le tecniche estrattive “estreme”, che avrebbero fatto crollare la pressione nei pozzi, accelerando il tasso di declino della produzione.

Fonte: Il Sole 24Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 23)

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