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Home Rassegna Stampa Seu, verso l'eliminazione dell'esenzione oneri A3
14/01/2016 - Pubblicato in news nazionali,normativa

L'esenzione dagli oneri A3 per i titolari di sistemi efficienti di utenza (Seu) sarà superata da qui al 2019 per quanto riguarda gli impianti commerciali. È quanto ha prospettato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, nel rispondere a un'interrogazione del senatore grillino Gianni Girotto in commissione Industria al Senato. I Seu, ha detto Giacomelli, godono “di un importante beneficio economico” perché “i corrispettivi tariffari a copertura degli oneri generali di sistema sono applicati sostanzialmente all'energia elettrica prelevata sul punto di connessione alla rete pubblica e non anche all'energia direttamente fornita dall'impianto di generazione facente parte del Seu”. Un risparmio stimato in circa 60 €/MWh che però “è destinato probabilmente a cambiare” in quanto “le Linee guida comunitarie in materia di aiuti di Stato a favore dell'ambiente e dell'energia 2014-2020 e i relativi orientamenti applicativi della Commissione europea portano a concludere che, in via generale, gli oneri diversi da quelli destinati all'incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili (diversi cioè dalla attuale componente A3, per la sola quota riferita al sostegno delle rinnovabili) debbano essere pagati interamente da tutti i consumatori”, mentre “sui soli oneri per l'incentivazione delle fonti rinnovabili sono possibili significative riduzioni, ma esclusivamente per le imprese dei settori manifatturieri a elevata intensità elettrica ed esposte alla concorrenza internazionale”. Per tutte le altre imprese che ad oggi godono dell'esenzione, è previsto un graduale incremento del contributo al finanziamento delle fonti rinnovabili “per giungere, alla fine del 2018, al 20 per cento di quanto pagato dall'analoga impresa che non ha benefici, fermo restando l'incremento al 100 per cento a partire dal 2019”. In conclusione, ha detto Giacomelli, “sarà effettivamente necessario modificare l'attuale legislazione nazionale per stabilire, con la gradualità consentita, anche per le attuali configurazioni previste dalla legge, un regime coerente con i nuovi indirizzi europei”. Una risposta quasi beffarda per Girotto che nell'interrogazione chiedeva sì di intervenire sulla legislazione, ma per rendere realizzabili i Sistemi di distribuzione chiusi (Sdc), attualmente resi impraticabili da una normativa incompleta.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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