Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Nel settore petrolifero investimenti ancora cauti
06/04/2018 - Pubblicato in news internazionali

L’industria petrolifera sta ricominciando a investire dopo anni di crisi, ma i progetti per sviluppare nuovi giacimenti – benché in ripresa – non stanno ancora prendendo il volo e soprattutto restano troppo concentrati nelle aree di shale oil degli Stati Uniti: una tendenza che nel prossimo futuro rischia di creare difficoltà di approvvigionamento. Nonostante il Brent scambi a 65-70 dollari al barile, contro una media di 54,25 $ nel 2017, Wood Mackenzie si aspetta che le compagnie daranno via libera a non più di una trentina di investimenti in depositi di dimensioni rilevanti (ossia con riserve commerciali di almeno 50 milioni di barili equivalenti petrolio), un numero pari a quello dell’anno scorso, anche se in netta ripresa rispetto ai 14 del 2016 e ai 9 del 2015. I costi sono tuttora bassi, ma in generale c’è un approccio ancora molto prudente, che porta a contenere le spese privilegiando progetti più piccoli e meno rischiosi di un tempo. «È un bene che gli operatori abbiano trovato il modo di crescere in condizioni difficili. Ma il grande interrogativo è se l’industria stia in realtà spendendo a sufficienza – si chiede Angus Rodger, direttore della ricerca di Wood Mackenzie – Non possiamo fare affidamento per sempre su piccoli progetti».

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 30)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Tariffe gas Germania, Crippa: “Rischio alterazione concorrenza”

Il Governo prende posizione sulla spinosa questione della tariffe di trasporto gas tedesche
[leggi tutto…]

Trasporto gas, Francia proroga tariffe ai punti di interconnessione

L'authority francese per l'energia, Cre, ha stabilito di prorogare di sei mesi la validità delle tariffe di trasporto gas ai punti di interconnessione delle reti transalpine di GRTgaz e Terega (Snam)
[leggi tutto…]

Eni rinnova il contratto per il gas dall’Algeria

L’Italia potrà contare sul gas algerino almeno fino al 2027
[leggi tutto…]