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Home Rassegna Stampa Sen, la vittoria dei No Triv
01/07/2017 - Pubblicato in news nazionali

Sen sta per Strategia Energetica Nazionale. Strategia, deriva dal greco strateghòs, comandante militare, perché solo chi guida ed ha chiara la destinazione può fare la strategia. Nella Sen di comando ce n'è molto poco, mentre eccede nella condivisione di molti obiettivi, soprattutto quelli ambientali, in un disordine che tende all'anarchia. Energetica, e ovviamente ce n'è molta di energia, ma mista a molta innovazione, ricerca, efficienza, regolazione, indirizzi europei. Nazionale, ed è qui il punto dolente: perché sparisce la produzione italiana di idrocarburi, in ragione dell'ennesima vittoria degli ambientalismi locali contro l'interesse Nazionale. Il silenzio è assordante, quasi surreale, ma l'assenza di riferimento alla produzione nazionale di gas e petrolio compromette in partenza l'attendibilità del documento che è elegante e ricco, come lo sono quelli fatti dalle grandi società di consulenza. Nel 2017 l'Italia ha consumato 169 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti di energia (Mtep), soglia intorno alla quale si oscilla da quattro anni, 30 in meno del picco di 200 del 2005; siamo al quarto posto in Europa per consumi di energia. Deindustrializzazione, efficienza e più povertà, sono le ragioni del calo. Fin dall'Unità, la principale nostra debolezza è la scarsità di risorse interne, con una dipendenza da importazioni che storicamente oscillava intorno all'85%. Grazie al boom delle rinnovabili, e al calo dei consumi, è scesa al 76%, valore che rimane però uno dei più elevati nell'OCSE. Le rinnovabili sono triplicate negli ultimi 20 anni, passando da 11 a 33 Mtep nel 2016. Lo sforzo economico per le nuove rinnovabili ci pone ai primi posti al mondo, con la differenza che noi, però, abbiamo un PIL in calo negli ultimi 10 anni. Petrolio e gas, gli idrocarburi, contano ciascuno per 58 Mtep, in totale 116 Mtep, il 70% dei nostri consumi, volume importato per il 92%, nonostante che le abbondanti risorse nazionali ci consentirebbero una produzione tre volte superiore dei 9 Mtep estratti nel 2016. E' assurdo che ogni anno trasferiamo all'estero come bolletta energetica 25 miliardi di € e che non riusciamo a tenerne in casa almeno 5 miliardi che attiverebbero investimenti, tasse, royalties, occupazione. La nostra prima società industriale, l'ENI, acronimo che significa Ente Nazionale Idrocarburi, fu fondata nel 1953 da un militare, un ex partigiano, proprio per dare gas e petrolio al Paese. La Sen non ne parla e offende un po' la memoria di quelli di allora e un po' la dignità delle migliaia di persone che ancora lavorano nel settore.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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