Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Segnali d crisi per lo shale oil Usa. Mancano fondi e la geologia tradisce
02/10/2019 - Pubblicato in news internazionali

La marcia trionfale del petrolio “made in Usa” si sta fermando. A luglio la produzione di greggio degli Stati Uniti è diminuita per il terzo mese consecutivo, ripiegando sotto la soglia psicologica dei 12 milioni di barili al giorno. L’ultimo dato ha un valore relativo, dato che il crollo dell’output dipende in gran parte dall’emergenza per l’uragano Berry. Ma i segnali della crisi dello shale oil sono ormai numerosi ed evidenti. Il numero delle trivelle in funzione si è ridotto del 20% in dieci mesi, segno che la produzione diminuirà ancora nei prossimi mesi. Tra agosto e settembre, inoltre, sono stati fermati ben 80 impianti di perforazione. In parte gli operatori soffrono per il crollo del prezzo del gas negli Usa, ma soprattutto c’è la scarsità di finanziamenti da un lato e l’emergere di problemi geologici dall’altro: la produttività delle aree di shale è cresciuta per anni, grazie all’impiego di tecniche sempre più sofisticate, ma il progresso sembra ormai essersi fermato. La produttività nei primi 90 giorni di attività è addirittura diminuita del 2% rispetto all’anno scorso e nel bacino del Permian il calo è del 10%, osserva un report di Raymond James, che attribuisce il fenomeno al deterioramento delle formazioni rocciose, in parte derivato dallo sfruttamento intensivo degli anni passati. A fermare il progresso tecnologico potrebbe aver contribuito anche la necessità di risparmiare. Gli investitori hanno ormai perso fiducia e il mercato dei capitali si è chiuso.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 19)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Sussidi ambientali, fra tagli e retromarce tutte le voci sotto tiro

In queste settimane il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha annunciato di voler rincarare l’accisa del gasolio per modificare il prezzo e rendere il diesel più costoso della benzina, perché ritenuto un sussidio dannoso per l&
[leggi tutto…]

Industria ceramica in allarme: <<Arrivano costi folli per la CO2>>

Cambiano e diventano più severe le regole europee per le emissioni di anidride carbonica dell’industria
[leggi tutto…]

Cipro, il fronte del mare. Così la corsa al gas accende incubi di guerra

Dalla scoperta del gas nel 2011 l’isola di Cipro è sempre di più il terreno di confronto tra sfidanti ben più potenti dei suoi residenti, divisi  da una linea di demarcazione da oltre cinquanta anni, turco-ciprioti e greco-
[leggi tutto…]