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Home Rassegna Stampa Con le sanzioni petrolio a rischio volatilità
09/05/2018 - Pubblicato in news internazionali

Le sanzioni contro l’Iran sono un film già visto, ma ci protagonisti sono cambiati rispetto al 2012 e i mercati petroliferi potrebbero non ricalcare lo stesso copione. Le quotazioni del petrolio ieri hanno oscillato con violenza, arrivando a perdere oltre il 4% per poi tornare a visitare i livelli record di lunedì – oltre 76 dollari per il Brent – e riafflosciarsi di nuovo sul finale. Il riferimento europeo ha chiuso la seduta sotto 75 dollari, in ribasso di circa il 2%, una volta ufficializzata la notizia – già data per scontata da molti investitori – del ritiro di Washington dagli accordi sul nucleare. Come evolverà la situazione è difficile dirlo. Per quanto riguarda le forniture di greggio iraniano, molto dipenderà dalla reazione dell’Europa. Nel 2012, quando la Ue scelse di affiancare gli Usa nelle sanzioni, l’export di Teheran si ridusse di un milione di barili al giorno, riuscendo a risollevarsi solo da gennaio 2016, con l’entrata in vigore dell’accordo sul nucleare. La Ue non intende seguire Trump, ma le società europee potrebbero comunque trovarsi costrette a contenere, se non a evitare del tutto, gli acquisti dall’Iran. Le importazioni rischiano quindi di ridursi. L’impatto sul mercato dipenderà dalla disponibilità di altri clienti ad assorbire le forniture eventualmente rifiutata dagli europei e da altri alleati degli Usa, come Giappone e Corea del Sud. Sarà cruciale anche osservare la reazione dell’Opec, che potrebbe compensare gli eventuali barili iraniani mancanti riducendo i tagli produttivi che sta effettuando dal 2016 con Mosca e altri alleati.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 5)

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