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Home Rassegna Stampa Saipem, si vede la luce in fondo al tunnel. Petrolio in rialzo e nuove commesse in Asia
11/06/2018 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Un rialzo in Borsa di quasi il 30 per cento in soli due mesi. In condizioni normali, gli azionisti dovrebbero festeggiare. Ma quando si parla di Saipem, tornata a sfiorare i 4 euro per azione ai massimi di un anno fa, la normalità è un’eccezione. Da quando ha annunciato il primo allarme utili nel gennaio del 2013, la società ingegneristica per eccellenza dell’industria petrolifera italiana si è infilata in un tunnel del quale non si vede ancora la fine, tra svalutazioni di vecchi contratti, indagini della procura, contestazioni della Consob e cause intentate da decine di fondi d’investimento internazionali. Da allora, due amministratori delegati di scuola Eni - prima Umberto Vergine e ora Stefano Cao - hanno provato a voltare pagina e rilanciare la società; a loro si è appena aggiunta la nomina a presidente dell’ex manager di Merloni e Poste Italiane, Francesco Caio. La ripresa dei corsi del greggio sta sicuramente alla base del recupero sul listino milanese: il prezzo del barile tornato sopra i 50 dollari dopo gli accordi tra i paesi Opec guidati dall’Arabia Saudita e la Russia hanno riportato stabilmente il Wti americano sopra i 50-55 dollari. Un livello piscologico che ha rassicurato le oil company e fatto ripartire la corsa agli investimenti per la ricerca ed estrazione di giacimenti di gas e petrolio, dopo un biennio in cui molti progetti erano rimasti al palo. Lo dimostrano le commesse che Saipem si è aggiudicata da inizio anno: dal contratto da 750 milioni di dollari per una raffineria in Oman ai 500 milioni per un impianto di rigassificazione in Thailandia, fino al mega-appalto da 1,3 miliardi di dollari per collegare giacimenti, impianti e rete in uno dei principali campi del Qatar. E solo per citare i principali: in cinque mesi, Saipem è già a metà della raccolta ordini prevista per tutto il 2018, pari a 7,5 miliardi di euro. Ma non è solo questo. Saipem potrebbe giocare un ruolo nello scacchiere della geopolitica energetica, tra Europa e Medioriente.

Fonte: La Repubblica, Finanza – Luca Pagni (pag. 16)

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