Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Saipem risponde alle accuse di Sogin
26/10/2017 - Pubblicato in news nazionali

Sogin “è stata gravemente inadempiente” e ha mostrato “rigidità” nella “interpretazione contrattuale” dell'appalto per la realizzazione del complesso Cemex all'interno dell'impianto Eurex di Saluggia (Vercelli). Lo ha detto Roberto Uberti, responsabile business line Rinnovabili e ambiente di Saipem, la società capofila del consorzio che si era aggiudicato l'appalto da 98 milioni di euro per i lavori nell'ambito del decomissioning della centrale nucleare piemontese. Così Uberti, nel corso di un'audizione svoltasi questa mattina in commissione Industria al Senato, ha inteso rispedire al mittente (cioè a Sogin) le accuse di inadempienza: alla fine dello scorso agosto, Sogin aveva annunciato la risoluzione del contratto parlando di “gravissimi ritardi” e di “manifesta incapacità” da parte del consorzio. Uberti ha tuttavia sottolineato che era stato proprio il consorzio, in precedenza, a inviare “una diffida e una messa in mora”, con conseguente risoluzione del contratto, una volta “verificata l'impossibilità di adempiere le opere per il grave inadempimento da parte di Sogin”, responsabile di una “errata interpretazione contrattuale”. Uno dei problemi principali, ha spiegato Uberti, sta nel “non aver avuto la possibilità di fare alcun tipo di acquisto. Secondo Sogin avremmo dovuto realizzare l'opera con un contratto di soli lavori, mentre l'appalto era di ingegneria, acquisti e lavori per realizzare due fabbricati, uno di deposito e uno di processo per la cementificazione dei rifiuti radioattivi liquidi. Per costruire un impianto con tecnologia complessa servono pompe, carri trasportatori, tubazioni, cavi e tutto il materiale. Se non possiamo procedere con gli acquisti ma solo con subappalti non siamo in condizione di portarlo a termine”. La vicenda è così finita con una diffida e messa in mora del consorzio nei confronti di Sogin lo scorso 28 luglio e con la risoluzione del contratto il 17 agosto.Sogin “è stata gravemente inadempiente” e ha mostrato “rigidità” nella “interpretazione contrattuale” dell'appalto per la realizzazione del complesso Cemex all'interno dell'impianto Eurex di Saluggia (Vercelli). Lo ha detto Roberto Uberti, responsabile business line Rinnovabili e ambiente di Saipem, la società capofila del consorzio che si era aggiudicato l'appalto da 98 milioni di euro per i lavori nell'ambito del decomissioning della centrale nucleare piemontese. Così Uberti, nel corso di un'audizione svoltasi questa mattina in commissione Industria al Senato, ha inteso rispedire al mittente (cioè a Sogin) le accuse di inadempienza: alla fine dello scorso agosto, Sogin aveva annunciato la risoluzione del contratto parlando di “gravissimi ritardi” e di “manifesta incapacità” da parte del consorzio. Uberti ha tuttavia sottolineato che era stato proprio il consorzio, in precedenza, a inviare “una diffida e una messa in mora”, con conseguente risoluzione del contratto, una volta “verificata l'impossibilità di adempiere le opere per il grave inadempimento da parte di Sogin”, responsabile di una “errata interpretazione contrattuale”. Uno dei problemi principali, ha spiegato Uberti, sta nel “non aver avuto la possibilità di fare alcun tipo di acquisto. Secondo Sogin avremmo dovuto realizzare l'opera con un contratto di soli lavori, mentre l'appalto era di ingegneria, acquisti e lavori per realizzare due fabbricati, uno di deposito e uno di processo per la cementificazione dei rifiuti radioattivi liquidi. Per costruire un impianto con tecnologia complessa servono pompe, carri trasportatori, tubazioni, cavi e tutto il materiale. Se non possiamo procedere con gli acquisti ma solo con subappalti non siamo in condizione di portarlo a termine”. La vicenda è così finita con una diffida e messa in mora del consorzio nei confronti di Sogin lo scorso 28 luglio e con la risoluzione del contratto il 17 agosto.

Fonte:Staffetta Quotidiana

Tag Clouds

 

Ultime notizie

CO2, il balzo dei prezzi dei permessi di emissione nel 2019

Nel 2019 bastava un prezzo della CO2 di meno di 12 euro la tonnellata per rendere più conveniente la generazione a gas rispetto a quella a carbone. Nel 2019 il “prezzo” della CO2 (dei permessi Ets) è stato molto più alto,
[leggi tutto…]

Di Maio e tariffe gas Austria, interrogazione di Leu e +Europa a Conte

È urgente e fondamentale capire esattamente quale sia la posizione che il Governo italiano intende assumere rispetto al tema costi di importazione del gas naturale da altri paesi dell'Unione europea
[leggi tutto…]

Primi carichi di Gnl Usa respinti in Europa

L’Europa sembrava in grado di assorbire ogni eccesso di gas liquefatto
[leggi tutto…]