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Home Rassegna Stampa Saipem, Gazprom teme l’arbitrato
30/11/2016 - Pubblicato in news internazionali

Il prossimo appuntamento davanti alla corte arbitrale di Parigi è fissato per il 3 marzo 2017. Ma intanto Gazprom comincia a prendere in seria considerazione la possibilità di dover riconoscere a Saipem il risarcimento richiesto per la cancellazione del contratto South Stream, comunicata il 14 marzo 2014. Il colosso russo avrebbe effettuato un impairment test sui costi residui del contratto relativo al gasdotto per 56 miliardi di rubli, circa 800 milioni di euro, cifra molto vicina ai 760 milioni di euro (54,120 milioni di rubli) inizialmente richiesti da Saipem. Leggendo il prospetto del bond da un miliardo di euro che Gazprom ha collocato alla borsa di Dublino il 14 novembre scorso, emerge anche la preoccupazione sulle possibilità che il progetto del gasdotto alternativo, ribattezzato Turk Stream, vada effettivamente in porto. «Se questo progetto dovesse essere cancellato», scrive Gazprom, «si determinerebbero effetti negativi sui conti», dal momento che l’idea dei russi è quella di riutilizzare le tubature e gli altri asset rimasti orfani del South Stream e già pagati, che altrimenti sarebbero definitivamente da buttare. Ma c’è anche una seconda sorpresa, nella battaglia legale che si trascina dal dicembre del 2015: Saipem nel frattempo ha ridotto l’importo richiesto a Gazprom, o meglio alla controllata South Stream Tranport BV, a 679 milioni di euro (più gli interessi), accontentandosi di 81 milioni di euro in meno. La possibilità di un accordo stragiudiziale è sempre presente e auspicabile, e la soluzione ideale sarebbe proprio quella di vedersi assegnare il contratto per il Turk Stream.

Fonte: MF – Angela Zoppo (pag. 8)

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