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Home Rassegna Stampa Saipem – una cura dimagrante per il gioiellino caduto nel barile
20/07/2015 - Pubblicato in news nazionali

Negli ultimi 3 anni per Saipem sono arrivati svariati profit warning, un’indagine della Procura di Milano per corruzione internazionale, un portafoglio ordini da rimettere in sesto, la quotazione scesa tra gli 8 e i 9 euro e la decisione di Eni di recidere l’intreccio con la controllata per concentrarsi sul core business della produzione di petrolio e gas e disfarsi di 4,5 miliardi di debito. L'ultimo problema è arrivato pochi giorni fa, con la cancellazione del contratto da 2 miliardi di dollari con Gazprom per la realizzazione del South Stream, il gasdotto sul fondale del Mar Nero ideato per aggirare l’Ucraina. Ed ora? A neppure tre mesi dall’arrivo in sella il nuovo ceo Stefano Cao dovrà dimostrare di avere ben salde in mano le redini dell’azienda. E a quanto pare non mancheranno i primi provvedimenti sul fronte del taglio dei costi, della razionalizzazione del portafoglio e del perimetro di business. Il fondo sembrava essere stato toccato tra gennaio e febbraio scorso, ma i nuovi recenti cali e la sfiducia su una prossima stabilizzazione del barile hanno convinto anche i più ottimisti che bisognerà stringere i denti ancora a lungo.

Fonte: Corriere della Sera 

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