Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Saipem, crollo senza fine. Banche pronte a entrare
13/02/2016 - Pubblicato in news nazionali

E questo nonostante una Borsa positiva e il prezzo del petrolio in risalita. A pesare, sul titolo oil di casa Eni è la conclusione dell'aumento con solo l'87,7% di adesioni, pari a un inoptato del 12,2% che vale circa 500 milioni. E che verrà offerto nuovamente in sottoscrizione tra il 15 e il 19 febbraio. Ma al netto delle note perdite subìte in aumento dagli azionisti, cosa aspetta ora Saipem? «Guardando nel dettaglio al consorzio di garanzia commenta il consulente indipendente Luca Barillaro le banche garanti diventeranno azioniste, ma a fare la parte del leone, essendo joint global coordinator e joint bookrunner saranno molto probabilmente Goldman Sachs e Jp Morgan a cui spetta la sottoscrizione della parte più consistente dell'inoptato, e ovviamente anche più commissioni dall'operazione». Così prevedendo che la nuova offerta sui diritti difficilmente sarà un successo - Saipem si prepara ad avere almeno due nuovi azionisti rilevanti, tra le banche d'affari più influenti della finanza mondiale. La domanda che si pongono molti analisti è però se questi nuovi azionisti, e la schiera di banche che li accompagnano nella sottoscrizione dell'inoptato (Banca Imi, Citigroup, Deutsche Bank, Mediobanca, Unicredit, Hsbc, Bnp Paribas, Abn Amro e Dnb Markets.), resteranno nel capitale del gruppo. Guardando al prospetto informativo e secondo la conferma ricevuta dal consorzio di banche, Eni e Cdp (42,5% del capitale cumulato) hanno una clausola di lock-up (obbligo a non vendere) per 180 giorni, ma le banche garanti no. «Questo spiega Giuseppe Rebuzzini di Fidentiis - significa che in qualsiasi momento potrebbero decidere di rivendere una parte o tutte le azioni sul mercato creando nuova pericolosa instabilità sul titolo».

Fonte: Il Giornale

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Forniture gas, la Polonia vince l’arbitrato con la Russia

Al termine di una disputa legale durata cinque anni, il Tribunale arbitrale di Stoccolma ha accolto le tesi della polacca Pgnig, che nel 2015 aveva presentato ricorso contro Gazprom per i termini di prezzo del contratto di fornitura gas di lungo-termine f
[leggi tutto…]

Idrogeno verde, per la competitività servono 150 mld $ in 10 anni

L'idrogeno verde, prodotto per elettrolisi dall'acqua attraverso elettricità da fonte rinnovabile, è una strada promettente, ma per renderlo economicamente sostenibile – con un costo di un dollaro al kg – servono incent
[leggi tutto…]

Snam, dal Golfo alla Cina

Due anni fa Snam si è aggiudicata la gara per la privatizzazione di Desfa, la società dei gasdotti in Grecia
[leggi tutto…]