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Home Rassegna Stampa Russia e Ucraina riaprono la partita delle forniture di gas
12/09/2019 - Pubblicato in news internazionali

E’ in procinto di scadere il contratto decennale che regola il transito di gas russo attraverso l’Ucraina e l’UE. Due possibili scenari: dopo lo scambio dei prigionieri la prossima tappa della distensione tra Mosca e Kiev potrebbe passare dal fronte gas. Oppure i negoziati potrebbero spalancare a una nuova crisi come nell’inverno 2006 e 2009. Certo è che rispetto al 2009 gli ostacoli si sono moltiplicati a causa della guerra nel Donbass e della perdita della Crimea, riannessa alla Russia nel 2014. Nel novembre 2015 Gazprom ha bloccato le esportazioni dirette di gas naturale all’Ucraina, che da allora si appoggia principalmente su gas russo riacquistato dai Paesi membri dell’Unione. Gli accordi di transito verso i consumatori europei garantiscono all’Ucraina il 3% del Pil interno e Kiev teme sia messo in pericolo dal completamento di Nord Stram 2, il gasdotto russo-tedesco che raddoppierà i volumi esportati verso la Germania, rendendo sempre meno influente il transito dall’Ucraina che oggi equivale a un terzo delle esportazioni russe di gas all’UE. Per arrivare ai negoziato in una posizione meno vulnerabile, Kiev ha aumentato le scorte sotterranee di gas che oggi arrivano a 19 miliardi di metri cubi, sufficienti per il prossimi inverno. Putin ha rassicurato che l’avvento del Nord Stream 2 non implicherà l’esclusione dell’Ucraina dalle rotte del gas. Lo scambio di prigionieri ha riacceso la speranza di una schiarita e i contratti del gas saranno uno degli elementi cruciali di questa nuova partita.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Antonella Scott (pag. 20)

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