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Home Rassegna Stampa La rivoluzione geopolitica del solare
17/07/2015 - Pubblicato in news nazionali

Dalle colonne del Sole 24 Ore, Leonardo Maugeri traccia le linee di una nuova rivoluzione che si sta delineando nel mondo dell'energia. È una rivoluzione che ha per protagonista il solare fotovoltaico, con costi e efficienza che continuano a migliorare a un ritmo non eguagliabile da altre tecnologie energetiche. Ma aldilà dell'importante impatto sul panorama futuro dell'energia, questa rivoluzione potrebbe avere un effetto altrettanto importante in termini geopolitici. Maugeri scrive che dal 2000 al 2014, il costo dei moduli fotovoltaici  è crollato di quasi l'80%. La caduta più drastica è molto più recente: quasi il 40% negli ultimi tre anni. In parallelo, è aumentata costantemente l'efficienza dei moduli stessi - cioè la capacità di convenire luce solare in elettricità - con nuovi record annunciati ogni anno. Il mercato continua a espandersi a ritmi impetuosi. Nel 2014, la capacità mondiale cumulata fotovoltaica ha raggiunto i 177 GW, partendo da appena 1.3 GW nel 2000. Solo nel 2015 è prevista una crescita del 30% della capacità, che potrebbe quasi sfiorare i 500 GW nel 2O2O. Certo, è ancora poco per intaccare i consumi mondiali di elettricità, ma il passo della progressione è stupefacente e tenderà a dipendere sempre meno. Grazie alla continua riduzione dei costi e al miglioramento dell'efficienza, la parità di rete diventerà una realtà in molte regioni del mondo entro la fine di questo decennio. Nel breve termine, questi vantaggi si coglieranno in modo limitato nel principale mercato del settore, quello del "solare distribuito" - per intenderci, quello dei pannelli sui tetti o in piccole unità residenziali e commerciali. Questo perché in gran parte del mondo il costo dei moduli rappresenta solo il 20% del prezzo finale pagato da un acquirente per istallare un impianto fotovoltaico. La parte del leone la fanno quelli legati a adempimenti burocratici e autorizzativi. Una distorsione favorita dal sistema di incentivi erogato dai diversi paesi che, se poco mirato e troppo generoso, tende a deresponsabilizzare il consumatore finale, poiché qualunque prezzo paghi per istallare un pannello è certo di rientrare del suo investimento e di fare un guadagno: qualcun altro paga per lui. Può essere lo stato con incentivi diretti o la rete elettrica, costretta a pagare l'elettricità in eccesso prodotta da quel pannello a un prezzo esagerato, o una combinazione dei due elementi. Adesso molte società produttrici di pannelli stanno cercando di espandersi, offrendo servizi e pacchetti integrati ai consumatori che, nel futuro, potrebbero migliorare le cose. Al contrario, caduta dei costi e aumento dell'efficienza avranno un formidabile impatto sulle prospettive delle grandi centrali fotovoltaiche, il settore in cui si intravedono i segnali della potenziale rivoluzione. Nel caso di una centrale, infatti, i costi di intermediazione e istallazione si riducono drasticamente, (in genere non più del 45% del prezzo finale), contribuendo cosa rendere estremamente conveniente il costo di generazione elettrica. A dicembre del 2014 – segnala Maugeri-  la saudita Acwa Power ha vinto la gara per la costruzione di una centrale fotovoltaica da 100 Megawatt a Dubai garantendo un prezzo di produzione di poco inferiore ai $60 per megawattora (MWh). Un valore che rappresenta al momento il record mondiale e una sorpresa, perché si riferisce all'effettivo costo di generazione elettrica (il MWh) - che a sua volta tiene conto dell'intermittenza della luce solare, e quindi della sua indisponibilità per lunghe fasi dell'anno.

Fonte: Il Sole 24 Ore 

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