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Home Rassegna Stampa La rivoluzione blockchain investe le materie prime
24/01/2018 - Pubblicato in news internazionali

La tecnologia, nata con le criptovalute, si sta facendo strada rapidamente nel settore delle materie prime: un settore in cui regnano incontrastate le valute tradizionali, a cominciare dal dollaro, ma in cui è sempre più sentita l’esigenza di tracciare e semplificare gli scambi, rendendoli più sicuri e più economici. La blockchain è l’uovo di colombo. Funziona infatti come un immenso registro elettronico, in cui – senza il rischio di manipolazioni e tagliando i costi di intermediazione – si possono conservare e consultare un’infinità di informazioni, di tipo contrattuale e non solo. Nel settore dell’energia ci sono già esperienze ben collaudate, con le società italiane in prima linea. Enel con la tedesca E.On ha effettuato il primo scambio di elettricità via blockchain, con Enerchain, piattaforma sviluppata da Ponton e finanziata da una ventina di utilities europee. Eni, con Bp e l’austriaca Wien Energie, è coinvolta fin dalla fase pilota di sperimentazione della piattaforma Interbit di Btl, impiegata per scambi di gas sul mercato europeo. Ora la compagnia italiana l’ha affiancata ai sistemi di trading tradizionali, con l’obiettivo di impiegarla anche per petrolio e derivati. Nel frattempo l’iniziativa, ribattezzata OneOffice, si è allargata ad altre società, tra cui Total, Gazprom e Mercuria (che è stata la prima, circa un anno fa, a scambiare un carico di greggio con blockchain).

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza&Mercati – Sissi Bellomo (pag. 26)

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