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Home Rassegna Stampa Il rebus elezioni pesa sulle nomine nelle aziende di Stato
10/02/2017 - Pubblicato in news nazionali

Recenti fatti di cronaca hanno fatto tornare di attualità la questione delle nomine pubbliche. Per di più uno dei fattori che influisce sul dibattito sulla data delle elezioni politiche è proprio il problema delle nomine nelle imprese pubbliche, in particolare in Eni, Enel, Finmeccanica e Poste. Se le elezioni si tenessero a giugno - ipotesi che però ora appare in calo - allora i provvedimenti in questione, adottabili tra aprile e maggio e resi più difficili per le decisioni dell’autorità giudiziaria su alcuni casi, slitterebbero dopo il voto e la formazione del nuovo governo, che avverrebbe a distanza di due mesi. A quest’ultimo spetterebbe dunque il potere di decidere gli organi di vertice di imprese che costituiscono gran parte dell’area pubblica in economia. Finora i governi non hanno mai voluto stabilire criteri oggettivi e trasparenti per la fissazione delle nomine. Se le elezioni dovessero avvenire alla scadenza naturale della legislatura, dunque a febbraio 2018, allora sarà il governo Gentiloni a decidere le nomine a inizio primavera. In questo caso un esecutivo che difficilmente potrà pensare di essere riconfermato dopo la prova elettorale avrebbe paradossalmente il vantaggio della transitorietà, nel senso che proprio questa condizione potrebbe favorire l’oggettività delle decisioni e la fissazione ex ante di requisiti professionali, di capacità e di onorabilità, insieme con la dettatura di rigorose incompatibilità e la prevenzione dei conflitti di interesse.

Fonte: MF – Angelo De Mattia (pag. 11)

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