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Home Rassegna Stampa Quel patto del metano tra Mosca e Pechino
05/08/2017 - Pubblicato in news internazionali

L’accordo siglato a Pechino dal presidente russo, Vladimir Putin con l’omologo cinese, Xi Jinping, per l’export di ingenti quantitativi di gas russo alla Cina, collegherà, dal dicembre 2019, la Siberia all’estremo nord dell’Asia. Sotto il profilo economico il Dragone si procurerà così una risorsa essenziale per accrescere notevolmente le sue potenzialità. A sua volta la Russi potrà dipendente assai meno di prima da un metano di sbocco come quello europeo a cui da tempo era destinata la parte più consistente di gas. Inoltre questo grosso affare appare destinato a stabilire una salda alleanza strategica fra Russia e Cina nel quadro della scacchiera internazionale. Per il momento appare evidente come sarà soprattutto l’Europa a risentire di questo costituendo “cordone ombelicale” energetico che alimenterà la produzione industriale cinese e accrescerà le riserve finanziarie altrimenti in crescente sofferenza del Cremlino. Sta di fatto che adesso Berlino e Bruxelles stanno discutendo per cercare di cautelarsi fra Mosca e Pechino, se e come giungere a raddoppiare l’impianto del Nord Stream che della Siberia collegata la Germania e , di qui, l’Europa occidentale.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Valerio Castronovo (pag. 7)

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