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Home Rassegna Stampa Chi può correre ancora dopo la riscossa del barile
31/10/2016 - Pubblicato in news internazionali

Da inizio anno il prezzo del petrolio ha guadagnato il 35%, ma dai minimi 2016 il rialzo è addirittura dell’86%. Una reazione che segue però due anni di vacche magre: nel 2015 il ribasso fu del 35%, nel 2014 addirittura del 49%. Se gli automobilisti non hanno da festeggiare per il recupero dei prezzi del greggio, sorridono invece gli azionisti delle società del settore oil che sono riuscite a risalire la china. I petroliferi puri appartenenti all’indice Stoxx 600, che riunisce le principale società quotate nel Vecchio  continente, da inizio anno guadagnano in media oltre il 12%, facendo decisamente meglio del listino nel suo complesso: -7%. Ma scorrendo la lista dei titoli, non mancano casi in cui la performance supera il 30%: Neste Corporation +40,3%, Bp +37,8%, Lundin Petroleum +32,7%. Indietro Eni. Il nostro campione nazionale non raggiunge ancora la parità da inizio anno. Un risultato che sconta la debolezza del listino italiano in generale, in rosso di quasi il 30% da gennaio a oggi, e le incertezze sul Paese in attesa dell’esito del referendum costituzionale.

Fonte: Corriere della Sera, Corriereconomia – Adriano Barrì (pag. 29)

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