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Home Rassegna Stampa Prima intesa Ue sui gas serra
01/03/2017 - Pubblicato in news internazionali

Sulle emissioni dell’industria i ministri europei dell’Ambiente hanno deciso ieri una linea più dura (in apparenza) che aiuta (nei fatti) i grandi produttori di anidride carbonica. Non a caso l’Italia, rappresentata dal ministro Gian Luca Galletti, ha tentato di frenare le posizioni massimaliste di alcuni Paesi interessati a proteggere la loro industria nazionale a scapito dell’ambiente. Ma il processo di decisione non è chiuso. Il testo concordato dai ministeri europei dovrà essere negoziato con quelli, differenti, della Commissione di Bruxelles e del Parlamento europeo di Strasburgo per arrivare a una sintesi che accontenti tutti. Ieri sera a Bruxelles i ministri dell’Ambiente della Ue, hanno raggiunto una posizione comune sul mercato delle emissioni di gas a effetto serra. Bisogna riformare il mercato delle emissioni di anidride carbonica, il gas che si sviluppa dai processi di combustione, accusato di trattenere il calore nell’atmosfera, riscaldandola fino a cambiare il clima. Il mercato europeo delle emissioni si chiama Ets (Emissions Trading Scheme) e deve essere aggiornato per i prossimi dieci anni. L’obiettivo della riforma dell’Ets è ridurre del 43% le emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 2005. Questo è l’obiettivo che s’è data l’Europa dopo l’Accordo di Parigi di un anno fa. I passi più contesi sono quelli sulle compensazioni ai settori industriali penalizzati nella competizione dalle norme sulle emissioni. Vanno compensati per esempio i costi indiretti (che riguardano soprattutto le imprese italiane) e bisogna decidere come assegnare le quote gratuite di emissione utili per ridurre i divari competitivi, altrimenti si ottiene l’effetto opposto e si aiutano i Paesi meno efficienti e più inquinanti.

Fonte: Il Sole 24Ore – Jacopo Giliberto (pag. 10)

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