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Home Rassegna Stampa Il prefetto ferma il cantiere della Tap
23/03/2017 - Pubblicato in news nazionali

La battaglia degli ulivi tiene ancora bloccato il cantiere del gasdotto Tap nel Salento. L’altro ieri erano stati motivi di ordine pubblico, ovvero la presenza di un centinaio di manifestanti che hanno impedito il transito dei mezzi aziendali a spingere il prefetto di Lecce, Claudio Palomba, a chiedere alla società di fermarsi, invito accolto da Tap. Ieri, invece, il presidio di protesta si è ridimensionato. Ma tuttavia è stata la necessità di avere un ulteriore chiarimento dal ministero dell’Ambiente a proposito dell’espianto temporaneo degli ulivi nell'area del microtunnel, a far sì che il prefetto rinnovasse a Tap l’invito a tenere ancora le bocce ferme. E così su 215 alberi, cioè quanti ce ne sono nella zona interessata a Melendugno, sinora ne sono stati portati via, per essere messi a dimora in un altro sito autorizzato, solo 33: il 15 per cento del totale. Le autorità intendono verificare se l’azienda ha rispettato tutte le prescrizioni preliminari e può procedere con i lavori. Ma, al di là dei movimenti e dei No-Tap, il dissenso ha motivi ambientali e si può così riassumere: la Regione Puglia, a livello centrale, non ha ancora dato il via libera alla rimozione degli ulivi ed è sua, e non del ministero dell’Ambiente, la competenza in materia. Il ministero, in particolare, ha evidenziato due aspetti. Il primo è che le prescrizioni relative alla «Fase 0», quella dell'espianto, sono state assolte da Tap che quindi «può dar corso alle attività previste». Il secondo è che tutto ciò che attiene la costruzione del microtunnel non riguarda la «Fase 0» ma quelle «1a» e «1b», distinte e separate, e alle quali «sono associate altre e diverse prescrizioni con relative verifiche di ottemperanza».

Fonte: Il Sole 24Ore – Domenico Palmiotti (pag. 16)

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