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Home Rassegna Stampa Più gas italiano con l’operazione Teodorico
28/03/2017 - Pubblicato in news nazionali

Intesa Sanpaolo, la principale banca italiana, ha di recente messo a segno un colpaccio, finanziando la parziale privatizzazione-monstre della russa Rosneft e garantendosi così lauti interessi nonché un considerevole credito politico da far valere in futuro. Oltre a Intesa, negli ultimi tempi anche l'Eni ha avuto molto a che fare con Mosca. La proiezione energetica russa, proprio grazie agli affari con l'Eni che ha aperto le porte del maxi-giacimento egiziano Zohr a Rosneft e ai buoni uffici con il generale Haftar, si è in breve tempo estesa al Mediterraneo centrale e addirittura occidentale. Eni e Intesa, insomma, soffiano nelle vele di Mosca, mentre il governo Gentiloni ufficialmente sostiene ancora il sempre più pericolante governo di Serraj. Sia come sia, allo stato attuale l'Italia è letteralmente avvolta dalla Russia e di qui a non molto potrebbe ritrovarsi a «galleggiare in un lago di gas russo». La cosa non sembra più di tanto dare fastidio a Roma, anzi. Sembra infatti passata una vita da quando l'esecutivo di Mario Monti recepiva nella Sen (la strategia energetica nazionale) l'imperativo statunitense della «sicurezza energetica», la formula asettica usata da Washington per indurre gli alleati a diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. Ambiziosi progetti internazionali espressamente ideati per affrancare l'Italia dalla Russia, come il gasdotto Tap, si sono scontrati con l’opposizione di ambientalisti e politica locale e procedono con estenuante lentezza. L'unico progetto «patriottico» in controtendenza e degno di nota, è denominato Teodorico, ed è poco noto alle cronache. Portato avanti con determinazione dalla compagnia Po Valley (a lungo primo investitore australiano in Italia) il progetto prevede l'estrazione offshore di metano nell'Adriatico e incrementerà la produzione domestica di gas dell'1%. Teodorico è visto con grande favore a Ravenna, culla dell'Eni da tempo in crisi a causa del venire meno delle commesse per l'offshore.

Fonte: Italia Oggi – Pierpaolo Albricci (pag. 11)

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