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Home Rassegna Stampa Petrolio, l’uragano Harvey punta il Texas e spaventa i mercati
26/08/2017 - Pubblicato in news internazionali

Dopo lo scivolone della vigilia, i prezzi del petrolio ieri hanno tentato il rimbalzo sulla scia del rafforzamento dell’uragano Harvey che sta puntando sul Texas, lo Stato americano che rappresenta l'epicentro del settore petrolifero della nazione americana. Immediata la reazione dei mercati con il Brent che in mattinata è salito fino a 52,68 dollari al barile per poi ridimensionarsi e oscillare attorno ai 52,30 dollari, contro i 52,04 dollari di giovedì. Andamento simile per il nordamericano Wti (West Texas Intermediated) salito fino sfiorare i 48 dollari per poi assestarsi attorno a 47,70 dollari, poco più di mezzo punto percentuale in più sulla seduta precedente. Come detto, ieri a catalizzare l’attenzione sui mercati del greggio (e non solo) è l’uragano Harvey, che sta avanzando con una velocità di 170 chilometri orari, e che potrebbe causare danni anche alle tante infrastrutture petrolifere. Harvey - che oggi dovrebbe raggiungere Corpus Christi e Houston – infatti rischia di diventare il più forte uragano a colpire il suolo americano da quasi dodici anni (ossia dai tempi di «Wilma» in Florida) e di mandare in tilt il comparto energetico nel Golfo del Messico, dove viene generato il 17% circa della produzione petrolifera nazionale, pari a 9,5 milioni di barili al giorno.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – B. Ce. (pag. 21)

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