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Home Rassegna Stampa Il petrolio torna sotto pressione Shell svaluta altri 4,5 miliardi
22/12/2020 - Pubblicato in news internazionali

Sul settore del petrolio il cielo è di nuovo scuro. Non è soltanto la variante inglese del virus a diffondere pessimismo, ma anche in nuovi segnali di difficoltà che arrivano da Royal Dutch Shell. La più grande tra le compagnie europee ha comunicato ulteriori svalutazioni fino a 4,5 miliardi di dollari e ha anticipato che registrerà perdite nella divisione upstream anche nell’ultimo trimestre dell’anno. L’arrivo dei vaccini aveva forse accesso un entusiasmo eccessivo sui mercati. E si aggiunge la componente emotiva nella reazione con cui è stata accolta la notizia della variante del virus individuata in Gran Bretagna: il petrolio, che si era apprezzato di oltre il 20% da inizio novembre, è arrivato a perdere più del 5% in alcune fasi della seduta di ieri. Il Brent è riuscito a chiudere solo per un soffio sopra i 50 dollari al barile. Il Wti ha invece concluso intorno a 47 dollari al barile. E’ probabile che l’incertezza sui tempi di ripresa della domanda petrolifera continuerà a influenzare il mercato. Per l’Opec Plus non sarà una passeggiata. Mosca preme per alzare le quote produttive di altri 500 mila barili al giorno a febbraio, dopo l’analogo aumento che entrerà in vigore a gennaio. La crisi del settore non risparmia gli Usa, dove il 2020 si avvia a chiudere con un totale di 45 società finite in bancarotta.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 22)

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