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Home Rassegna Stampa Petrolio in tensione: riemerge l’allarme sul Venezuela
08/05/2018 - Pubblicato in news internazionali

Iran e Venezuela dominano le preoccupazioni sui mercati petroliferi, spingendo momentaneamente il prezzo del barile a nuovi record. Anche il Wti ha sfondato la soglia psicologica dei 70 dollari per poi arretrare; il Brent si è spinto oltre quota 76$, livelli che non si vedevano da novembre 2014. Sabato il presidente americano Donald Trump deciderà se ripristinare le sanzioni contro la Repubblica islamica, mentre lunedì gli Stati Uniti annunceranno nuove misure contro Caracas. Non è chiaro se nel mirino di Washington ci sia l’industria petrolifera venezuelana. Questa tuttavia è già al collasso. La produzione di greggio del Venezuela, travolto da una gravissima crisi economica e umanitaria, è oggi ridotta ad appena 1,5 milioni di barili al giorno. Dal 2015 il calo è stato di circa 1mbg: secondo molti analisti ben più di quanto si perderebbe con il ritorno delle sanzioni americane contro l’Iran. L’Union europea questa volta non dovrebbe infatti accodarsi agli Usa nel prendere misure contro Teheran. D’altra parte Washington, per costringere il resto del mondo a collaborare, potrebbe anche imporre sanzioni extra-territoriali, come ha fatto di recente nel caso della russa Rusal. In alternativa potrebbe complicare le transazioni finanziarie con Teheran, al punto da scoraggiare anche gli europei.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza&Mercati – Sissi Bellomo (pag. 34)

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