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Home Rassegna Stampa Petrolio sotto 50 dollari Scorte Usa ancora giù ma l’Opec non convince
27/10/2016 - Pubblicato in news internazionali,stoccaggi

Sono ormai due mesi che le scorte petrolifere negli Stati Uniti non smettono di calare. Anche la settimana scorsa l’Energy Information Administration (Eia) ha registrato una diminuzione, tradendo per l’ennesima volta non solo le attese degli analisti, ma anche le indicazioni fornite dall’American Petroleum Institute (Api), che diffonde analoghe statistiche con un anticipo di qualche ora. Quest’ultima aveva detto che le scorte di greggio erano risalite di 4,8 milioni di barili. Per l’Eia c’è stata invece una nuova riduzione di 553mila barili che le ha portate a 468,2 mb, livello tuttora elevato, ma comunque il minimo da gennaio. Oltre Oceano i consumi continuano a mostrare un tasso di crescita robusto. Ma questo non basta a cancellare del tutto la perplessità di fronte a una tale sfilza di dati settimanali a sorpresa. Anche il mercato non si è abbandonato all’entusiasmo: le quotazioni del barile, deboli fin da inizio seduta, non sono riuscite a invertire la rotta e hanno chiuso in ribasso dell’1,6%, con il Brent sotto 50 dollari per la prima volta dalla fine settembre (a 49,98 $). Il Wti si è invece attestato a 49,18 $. Tra i numeri dell’Eia, d’altra parte, è anche emerso per la seconda settimana consecutiva un aumento della produzione di greggio, conseguenza quasi scontata della corsa a riattivare le trivelle: gli Usa sono tornati a estrarre 8,5 mbg, +40mila in una settimana, anche se tuttora 608mila bg in meno rispetto a un anno fa. A influire negativamente sugli umori degli investitori, oggi fortemente sbilanciati su posizioni rialziste, è però soprattutto il braccio di ferro interno all’Opec.

Fonte: Il Sole 24Ore, Finanza&mercati – Sissi Bellomo (pag. 38)

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