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Home Rassegna Stampa Petrolio, sfida alla Russia Gli Usa verso il sorpasso La Cina punta sull’elettrico
28/02/2018 - Pubblicato in news internazionali

Gli Usa diventeranno il primo produttore la mondo di petrolio entro la fine del 2019. Lo ha annunciato il direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) Faith Birol, spiegano che il sorpasso avverrà entro massimo l’anno prossimo. A spingere in alto i numeri Usa è la produzione di petrolio di scisto, un combustibile realizzato a partire da frammenti di rocce di una scura pietra sedimentaria, che ha permesso agli americani di scavalcare la soglia dei dieci milioni di barili al giorno per la prima volta dagli anni Settanta, superando l’Arabia Saudita. Questa settimana le scorte Usa di petrolio sarebbero in aumento di 2,7 milioni di barili, il che ha spinto i prezzi verso il basso, di circa un punto percentuale, portando il Wti in area 63 dollari al barile. Pressioni che indeboliscono l’efficacia dei tagli alla produzione di Opec e Russia, che cercano di tenerli su ottemperando con solerzia all’intesa raggiunta a fine 2016, dopo il crollo delle quotazioni del 2014. Tra il 2016 e il 2040, secondo le stime dell’Iea, Pechino aumenterà la sua domanda di 790 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (mtoe). Ancora di più farà l’India, che l’accrescerà di oltre un miliardo di mtoe.al contrario Europa, Giappone e Usa, consumeranno meno: il calo sarà rispettivamente di 200, 50 e 30 mtoe. Se la produzione elettrica cinese passerà dagli attuali 6.000 Twh a oltre 10.000 e quella indiana triplicherà passando da area 1.500 fino a 4.500, gli Usa rimarranno sostanzialmente fermi, muovendosi da poco più di 4.000 a neanche 5.000. altrettanto farà l’Ue, stabile poco sopra quota 3.000. Saranno quindi indiani e cinesi ad avvantaggiarsi di più del gatto che il costo del fotovoltaico passerà dagli otre 350 dollari a Mwh del 2009 a meno di 100 entro il 2022.

Fonte: La Stampa – Fabio De Ponte (pag. 11)

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