Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Sul petrolio l’ombra della crisi in Venezuela
18/11/2017 - Pubblicato in news internazionali

Petrolio non significa soltanto Medio Oriente, ma anche Venezuela. La crisi di Caracas è un fattore che probabilmente finora ha influito poco sul prezzo del barile, ma che in realtà ha avuto – e continuerà ad avere – un impatto significativo sul mercato del greggio. La produzione del Paese sudamericano negli ultimi tre anni si è ridotta di oltre 500mila barili al giorno, secondo stime indipendenti impiegate dall’Opec: come se fosse sparito un fornitore del calibro dell’Ecuador. Il mese scorso Caracas ha estratto appena 1,86 milioni di bg, il minimo da trent’anni. La qualità del greggio sta peggiorando. E molto probabilmente non è finita qui: Rystad Energy sostiene che la crisi del debito possa far crollare la produzione venezuelana di altri 800mila bg tra il 2018 e il 2021. «Se davvero il Venezuela precipitasse nel caos e perdessimo il suo petrolio, sarebbe uno shock per il mercato», avverte Daniel Yergin, uno dei maggiori esperti mondiali del settore, vice presidente di Ihs Markit, intervistato da Cnbc. Il Paese sudamericano e la sua compagnia petrolifera, Petroleos de Venezuela (Pdvsa), sono ormai ufficialmente insolventi: dopo il declassamento del debito da parte di Standard & Poors’ e Fitch, ieri è arrivata anche la dichiarazione di «credit event» da parte dell’Isda (International Swaps and Derivatives Association), in relazione al ritardo in alcuni pagamenti, che apre la strada al rimborso dei Cds (credit default swaps), strumenti finanziari che funzionano come “polizza” in caso di insolvenza. Non siamo ancora al fallimento totale. E visto che Caracas non ha cessato del tutto i pagamenti nessun creditore ha messo le mani su asset venezuelani. Il Paese possiede le maggiori riserve al mondo – più ancora dell’Arabia Saudita – ma decenni di sperpero delle risorse pubbliche, prima durante il regime di Chavez e poi con Maduro, una diffusa corruzione e più di recente il crollo dei prezzi del petrolio hanno provocato una crisi drammatica.

Fonte: Il Sole 24Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 23)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Gas, ok Arera a seconda sessione aste capacità dall’Algeria

Le difficoltà degli operatori a ottenere i requisiti di partecipazione in tempo utile ha fatto sì che l’asta tenutasi lo scorso primo luglio per l’assegnazione di capacità gas dall’Algeria presso il punto di ent
[leggi tutto…]

Cipro, Snam in gara per rigassificatore galleggiante

Snam ha presentato una manifestazione di interesse nella  gara bandita dall’azienda pubblica del gas cipriota Defa, per la realizzazione di un terminale di rigassificazione galleggiante Fsru, con relativi moli e gasdotti
[leggi tutto…]

Phase-out carbone, A2A punta sul gas anche a Monfalcone

Arriva l’ufficialità: anche a Monfalcone A2A intende sostituire la centrale a carbone con il gas. La chiusura dell’impianto esistente da oltre 300 MW potrebbe arrivare anche prima della data del 2025 fissata dal Pniec.
[leggi tutto…]