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Home Rassegna Stampa Petrolio, mercato distratto dalle scorte “sbagliate”
07/04/2017 - Pubblicato in news internazionali

Le scorte di greggio degli Stati Uniti? Per un numero crescente di analisti sono uno specchietto per le allodole. La loro crescita incessante – testimoniata da statistiche frequenti, puntuali e facilmente accessibili – influenza gli investitori, spingendoli a credere che l’Opec abbia fallito e che il mercato petrolifero sia ancora nelle stesse condizioni di surplus di qualche mese fa. Invece non è così. «Esaminando dati meno visibili, ma comunque riportati – afferma JpMorgan – le scorte mostrano una riduzione di circa 72 milioni di barili a livello globale dalla fine di gennaio. Ci aspettiamo che la tendenza prenda slancio». Molti sistemi di tracciamento dei trasporti marittimi evidenziano che gli stoccaggi galleggianti, a bordo di petroliere, stanno calando in modo vistoso. L’agenzia Reuters ieri evidenziava che persino l’Iran – che ai tempi delle sanzioni era arrivato a custodire 40 milioni di barili in mare – li ha completamente smaltiti, eliminando gli ultimi 16 mb nel 2017: un risultato che tra l’altro lascia pensare che Teheran abbia davvero difficoltà ad espandere ulteriormente la produzione e l’export di greggio (non a caso le estrazioni sono ferme da mesi a 3,6-3,7 milioni di barili al giorno, nonostante l’Opec abbia concesso di incrementarle, in deroga ai tagli). Ci vorrà ancora tempo per eliminare del tutto l’eccesso di scorte petrolifere accumulato negli ultimi due anni. Ma un’inversione di rotta, a ben guardare, è visibile persino negli Stati Uniti.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 30)

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