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Home Rassegna Stampa Petrolio, la Libia mette a rischio i “tagli” dell’Opec
16/12/2016 - Pubblicato in news internazionali

Libia e Nigeria, che l’Opec ha esonerato dal partecipare ai tagli di produzione, rischiano ora di mandare a gambe all’aria gli accordi faticosamente raggiunti dall’Organizzazione, in alleanza con la Russia e altri dieci fornitori di petrolio esterni al gruppo. I due paesi, che avevano subito un crollo delle estrazioni di greggio, stanno recuperando in fretta. Forse troppo in fretta dal punto di vista degli altri produttori. È in gran parte responsabilità di Libia e Nigeria se la produzione Opec in novembre è salita a 33,87 milioni di barili al giorno. Per arrivare al tetto di 32,5 mbg agli altri membri del gruppo non basta più tagliare 1,2 mbg, come inizialmente previsto: il “gap” è già salito a 1,37 mbg ed è probabile che salirà ancora. La Libia in particolare sta riavviando due importanti giacimenti: Sharara, il più grande del paese, che era fermo da novembre 2014, e El Feel (o Elephant), in cui ha una quota l’italiana Eni, che era chiuso da aprile 2015. Insieme i due giacimenti hanno una capacità di 450mila barili al giorno.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 41)

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