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Home Rassegna Stampa Petrolio, l’Iran apre al mondo: contratti lunghi e joint venture
29/11/2015 - Pubblicato in news nazionali

L'Italia, che è sbarcata domenica a Teheran con i 178 imprenditori e i 12 gruppi bancari della missione Abi-Confìndustria-governo guidata dal vice ministro allo Sviluppo Carlo Calenda, vuole essere in prima fila a cogliere le opportunità del post embargo. Obiettivo: riportare l'export italiano a quota 3 miliardi dagli 1,1 attuali.Intanto, sabato, la prima svolta è arrivata proprio nel settore chiave dell'il&gas: il ministro iraniano Bijan Namdar Zanganeh ha annunciato il nuovo modello di contratto per gli investitori stranieri, un accordo con vantaggi per entrambe le parti e la creazione di joint venture nei settori gas e petrolio . Una svolta non da poco, considerando che la vecchia formula del buyback, prevedendo che l'Iran pagasse alla controparte una quota fissa qualunque fosse la produzione, era fortemente penalizzante. Total ed Eni, nel Paese dagli anni '50, sono tra le molte compagnie europee e asiatiche pronte a mettere le mani sui circa 50 progetti di investimento, una torta da 30 miliardi di dollari. Il governo iraniano ci stava lavorando da due anni ma il disco verde arriverà a febbraio in coincidenza con implementation day dell'accordo sul nucleare. Appuntamento a Londra. Intanto in lizza ci sono anche le italiane Saipem, Enel, Gè-Nuovo Pignone, Maire Tecnimont e Technip. Non solo petrolio però. Si firmeranno tre memorandum nei settori del marmo, delle attrezzature biomedicali e della pelle, qui le piccole e medie imprese del made in Italy vantano molte eccellenze.

Fonte: Il Messaggero – Red. (pag. 16)

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