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Home Rassegna Stampa Petrolio, è boom di trivelle negli Usa
19/11/2016 - Pubblicato in news internazionali

Incoraggiati anche dalla vittoria dell’«alleato» Donald Trump, i petrolieri americani hanno accelerato il ritorno in attività, mettendo in funzione altre 20 trivelle, di cui 19 per il greggio: l’incremento registrato da Baker Hughes è il maggiore da aprile 2014, quando il barile - un paio di mesi prima di avviare il crollo- quotava ancora oltre 100 dollari. Gli impianti di perforazione dedicati al petrolio si sono moltiplicati quasi senza sosta da metà maggio, risalendo da 316 (un minimo da sei anni) agli attuali 471. Il record storico, di ottobre 2014, è 1.609. L’Opec intanto continua a trasmettere segnali di ottimismo. I colloqui di Doha sono stati «molto positivi e costruttivi» secondo il ministro russo Alexander Novak: «Le posizioni delle parti - ha dichiarato a Interfax - si stanno avvicinando e la possibilità di raggiungere un accordo è diventata reale». Fonti di agenzie riferiscono che all’Iran sarebbe stato offerto un tetto più alto: 3,92 milioni di barili al giorno, l’attuale livello di produzione dichiarato da Teheran e poco sotto l’obiettivo rivendicato di 4 mbg.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Finanza & Mercati – Sissi Bellomo (pag. 25)

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