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Home Rassegna Stampa Petrolio, l’Arabia Saudita taglia più del previsto
13/01/2017 - Pubblicato in news internazionali,stoccaggi

L’Arabia Saudita ha già tagliato la produzione di petrolio più di quanto non si fosse impegnata a fare, portandola per la prima volta da due anni sotto 10 milioni di barili al giorno. Non solo. Nel mese di febbraio Riad è pronta ad andare oltre, chiudendo ulteriormente i rubinetti del greggio. È stato il ministro dell’Energia Khalid Al Falih a reclamizzare lo zelo saudita, contribuendo a spingere in rialzo di quasi il 2% le quotazioni del barile. Il Brent, che già si era rafforzato mercoledì, ha chiuso a 56,01 dollari. Il petrolio ha guadagnato circa il 15% da quando l’Opec, insieme alla Russia e ad altri dieci Paesi esterni al gruppo, si è impegnata a ridurre le estrazioni. Le parole di Al Falih hanno un peso particolare. I sauditi dovevano ridurre l’output di 486mila bg, a 10,058 milioni di bg. Ma sono già «poco sotto 10 milioni», ha assicurato il ministro parlando ad Abu Dhabi all’Atlantic Council Global Energy Forum. Allo stesso evento anche il Kuwait ha esibito un taglio leggermente superiore agli impegni: 133mila invece di 131mila bg, ha detto il ministro Essam Al Marzouk. L’iracheno Jabar Al Luaibi ha solo parlato di esportazioni, ma ha garantito che sono scese di 170mila bg e caleranno di altri 40mila bg questa settimana (il taglio richiesto a Baghdad era in effetti di 210mila bg).

Fonte: Il Sole 24Ore, Finanza&mercati – Sissi Bellomo (pag. 30)

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