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Home Rassegna Stampa Il petrolio abbatte il «muro» dei 30 dollari
13/01/2016 - Pubblicato in news internazionali

È stato il riferimento americano, il Wti, a scivolare per la prima volta da dicembre 2003 è sceso fino a 29,93 dollari. Dall’inizio del 2016, complice anche il dollaro forte, le quotazioni del petrolio non hanno concluso nemmeno una seduta in positivo, accumulando una perdita di quasi il 20 per cento: mai nella storia si era visto un avvio d’anno tanto disastroso. Il barile, dopo aver ceduto quasi il 6% lunedì, ieri ha chiuso con un nuovo ribasso di oltre il 2%, ai minimi da dodici anni: 30,44 $ per il Wti e 30,86 per il Brent, che durante le contrattazioni era sceso fino a 30,34 $. A dare l’affondo finale ha contribuito un rapporto dell’Energy Information Administration (Eia), che fa capo al dipartimento dell’Energia statunitense, che ha diffuso previsioni desolanti sul mercato petrolifero: l’eccesso di offerta, secondo i tecnici governativi americani, non verrà smaltito né quest’anno né il prossimo, anche se la produzione di greggio Usa calerà di ben 700mila barili al giorno nel 2016 (a 8,7 milioni di bg) e di altri 270mila nel 2017. A livello globale, secondo l’Eia, l’offerta continuerà a salire - da 95,7 mbg nel 2015 a 95,9 nel 2016 fino a 96,7 mbg nel 2017 - mentre la domanda rallenterà il passo. Risultato: il prezzo del petrolio non si risolleverà presto.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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