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Home Rassegna Stampa Se il petrolio va a 100 dollari occhio ai prezzi e alla Bce
15/05/2018 - Pubblicato in news internazionali

Il rischio di un surriscaldamento del greggio rimane, nonostante l’Opec si sia dichiarata ieri pronta a colmare la possibile flessione dell’export iraniano. Del resto, sullo scenario petrolifero incombe anche il peso ingombrante della crisi venezuelana, dalla quale può derivare un buco produttivo di 500mila barili al giorno nei prossimi mesi. Bank of America ipotizza che il prezzo del greggio potrebbe toccare i 100 dollari nel secondo semestre 2019, dopo aver raggiunto già i 90 dollari nella prima parte dell’anno prossimo.  Si tratta di livelli non privi di conseguenze negative. La prima, e la più vistosa, sarebbe un rincaro dei carburanti. C’è però un’altra variabile da considerare: all’Opec e ai Paesi esteri al Cartello conviene un barile a 100 dollari? Secondo molti analisti, no. I 70-80 dollari – osservano – sono un range equilibrato: permette ai produttori di intascare buoni profitti, è sostenibile dalle industri mondiali e non prova scosse ai prezzi dei beni di consumo.

Fonte: Il Giornale – Rodolfo Parietti (pag. 21)

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