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Home Rassegna Stampa Perché la bolla petrolifera è dietro l’angolo
07/10/2018 - Pubblicato in news internazionali

Ci sono fattori oggettivi che spingono verso una riduzione dell’offerta globale di greggio, nonostante l’industria petrolifera abbia raggiunto lo scorso agosto i 100 milioni di barili prodotti al giorno (bg). Nel breve periodo, l’elemento geopolitico è preponderante: con il collasso economico la produzione del Venezuela è crollata a 1,3 milioni bg (nel 2015 erano 2,7); il solo embargo USA ha già sottratto 700mila bg dalla produzione dell’Iran. La soluzione di finanza strutturata promossa dall’UE rischia di rimanere solo si carta. Si tratta di uno specifico veicolo che dovrebbe reindirizzare i trades petroliferi delle imprese ancora in affari con l’Iran su euro e altre valute; tuttavia pare che al momento le corporations preferiscano mollare per accedere al mercato Usa rispetto a tecniche rischiose di elusione. Resta l’incognita dell’Arabia Saudita, l’unico Paese che può realisticamente aumentare l’offerta nell’arco di mesi. In definitiva i fondamentali spingono il prezzo del petrolio; con una bolla speculativa si potrebbero toccare i 100 dollari in poche settimane per poi avere un crash stile 2008-2009, con effetti negativi sul sistema globale di distribuzione e sul ciclo economico.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Marcello Minenna (pag. 10)

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