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Home Rassegna Stampa Patto tra Arabia e Russia sul petrolio
06/09/2016 - Pubblicato in news internazionali,stoccaggi

Un patto tra Arabia Saudita e Russia per stabilizzare il mercato del petrolio, che getta le basi per un intervento con o senza l’aiuto di altri produttori. È questo l’aspetto più importante - e la vera novità - dell’accordo sottoscritto dai due paesi a margine del G-20 di Hangzhou, un accordo tanto più rilevante in quanto le relazioni tra Riad e Mosca non si possono certo definire idilliache: basti pensare alle posizioni sul conflitto in Siria o ai rapporti con l’Iran. Il testo siglato dal ministro saudita dell’Energia Khalid Al Falih e dal suo omologo russo Alexander Novak (dopo un incontro tra il principe Mohammad Bin Salman e il capo del Cremlino Vladimir Putin) rappresenta un significativo passo avanti, anche in termini di avvicinamento politico tra i due paesi. Arabia Saudita e Russia, vi si afferma, hanno un «desiderio comune di espandere ulteriormente le relazioni bilaterali in campo energetico», che deriva dal fatto che insieme «hanno la responsabilità di produrre oltre il 21% della domanda globale di petrolio»: un’affermazione che sembra alludere alla possibilità, quanto meno teorica, di un asse alternativo all’Opec. Anche perché i ministri sostengono, nello stesso testo, di essersi accordati per agire «congiuntamente oppure con altri produttori» ai fini di mitigare la volatilità sui mercati. Manca, almeno per ora, l’annuncio di una qualsiasi azione concreta per risollevare il prezzo del greggio. Ed è probabilmente per questo che gli investitori - che ormai hanno fatto il callo agli annunci di ipotetici interventi da parte dell’Opec e della Russia - hanno reagito con scetticismo: le quotazioni del petrolio, che si erano impennate di oltre il 5%, riportando il Brent vicino a 50 dollari, a fine seduta salivano del 2% scarso. Il riferimento europeo ha chiuso a 47,63 dollari.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 2)

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