Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa L’Opec non è morta ma resta malata
29/09/2016 - Pubblicato in news internazionali

L’Opec non è morta, come avevano sostenuto molti analisti. Ma di certo non ha recuperato la salute di un tempo, quando era un potentissimo cartello, capace di decidere le sorti del mercato petrolifero. Il balzo del prezzo del barile alla notizia del ritrovato consenso nell’Organizzazione non deve, infatti, trarre in inganno: quella di ieri è senza dubbio una grande vittoria, ma rimangono ancora due fattori che possono destabilizzare l’equilibrio raggiunto: il primo è lo shale oil. Negli Stati Uniti è emerso un nuovo genere di produttore di petrolio, che ha dimostrato di essere molto più resistente del previsto ai prezzi bassi e che tecnicamente è in grado di riaccelerare in tempi brevi le estrazioni a un’eventuale risalita del prezzo del barile. L’altro fattore con cui l’Opec deve fare i conti è la spinta, ormai ineludibile, verso il superamento dei combustibili fossili. Un mondo «carbon free» è ancora un traguardo lontano. Ma il consumo di petrolio nei paesi industrializzati ha già raggiunto un picco e anche le economie in via di sviluppo non riusciranno a sostenere per sempre ai ritmi attuali la crescita della domanda.

Fonte: Il Sole24Ore – Sissi Bellomo (pag. 8)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Russia-Ucraina, ancora nessun accordo sul transito di gas

Nessuna decisione concreta ma l’impegno a continuare a lavorare per arrivare a un accordo prima della fine dell’anno, quando scadrà il contratto di transito del gas verso l’Europa.
[leggi tutto…]

Settimana Ue: il gas nel trilaterale Ue-Russia-Ucraina

Lo stato delle relazioni tra Ue e Russia è il primo punto in programma nella riunione della Commissione per gli Affari Esteri del Parlamento europeo.
[leggi tutto…]

2025. Carbone addio

L’Italia dirà definitivamente addio al carbone nel 2025, lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
[leggi tutto…]