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Home Rassegna Stampa Oil sands del Canada più lontane dall’Europa
06/10/2017 - Pubblicato in news internazionali

Il Canada delle oil sands, il fornitore di petrolio più debole in un mondo votato alla decarbonizzazione, comincia a cedere di fronte alla prospettiva – ancora lontana ma non più irreale– di un picco della domanda di combustibili fossili. Il segnale più forte del cambiamento è probabilmente arrivato ieri, con l’annuncio che Transcanada rinuncerà a costruire l’Energy East, un oleodotto da 1,1 milioni di barili al giorno che sarebbe stato cruciale per liberare le esportazioni di greggio di Ottawa, in quanto avrebbe collegato direttamente, con un tracciato di oltre 4.500 chilometri, le sabbie bituminose dell’Alberta con un porto sull’Oceano Atlantico. Il progetto da 12 miliardi di dollari – avversato per anni dagli ambientalisti e rallentato da un estenuante iter autorizzativo– è stato cancellato dopo «un’attenta revisione delle cambiate circostanze». Transcanada, che prevede una svalutazione contabile di un miliardo nel quarto trimestre, ha depennato dai piani anche il gasdotto Eastern Mainline. La Canadian Energy Pipeline Association (Cepa) punta il dito contro le lungaggini burocratiche e «il processo decisionale poco chiaro» da parte del Governo. Il Canada è gravemente penalizzato dall’insufficienza della sua rete di oleodotti. Benché sia uno dei maggiori produttori di greggio al mondo, con 3,8 mbg, è costretto a importare (quasi interamente dagli Usa) per rifornire le raffinerie sulla costa orientale.

Fonte:Il Sole 24 Ore, Finanza & mercati – Sissi Bellomo (pag. 36)

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