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Home Rassegna Stampa Nuove strategie per la sicurezza energetica dell’Europa
24/03/2016 - Pubblicato in news internazionali

Dieci anni dopo l’interruzione da parte della Russia delle forniture di gas all’Ucraina e all’Europa i cittadini europei sono ancora vulnerabili nell’eventualità di un’altra crisi del gas. Per far fronte alla crisi, i leader europei avevano deciso di ridurre la dipendenza europea dal gas russo attraverso una domanda diversificata e una minore dipendenza dalle importazioni. Tuttavia, questa strategia si rivelò presto costosa e insufficiente a fornire una risposta sistemica alla vulnerabilità della sicurezza energetica dell’Europa. Dieci anni dopo quella prima crisi del gas, l’approccio europeo alla sicurezza delle forniture di gas non è cambiato molto nella sostanza. Con la produzione interna in rapido calo, la domanda di importazione di gas in Europa andrà aumentando nei prossimi decenni, il che significa che c’è urgente bisogno di una nuova strategia per affrontare il problema della sicurezza energetica delle forniture di gas in Europa da un punto di vista strutturale. Innanzitutto, la Russia non dovrebbe essere considerata una minaccia alla sicurezza europea delle forniture di gas. L’Europa può sicuramente importare una parte consistente della sua domanda di gas (a basso costo) dalla Russia, purché disponga di alternative alle quali ricorrere in caso di interruzione delle forniture. Trovare dei fornitori alternativi può essere difficile a livello nazionale, ma è semplice a livello europeo. L’infrastruttura per le importazioni di gas europeo è molto sottoutilizzata, con solo il 58 per cento dei gasdotti e il 32 per cento della capacità di gas naturale liquefatto attualmente in uso. Muovendosi insieme, gli Stati membri europei potrebbero sfruttare questo margine di flessibilità e creare una specie di sistema di copertura a livello di Ue, che potrebbe essere attivato in caso di interruzione delle forniture. Questo può essere fatto chiedendo a tutti gli importatori europei di gas e ai produttori nazionali di garantire una certa quantità di risorse alternative, per esempio il 20% dell’impegno contrattuale di consumo per un anno, in modo da rendere più sicuro, flessibile e interconnesso il sistema del gas europeo. Questa opzione è percorribile dal punto di vista tecnico ed economico, più difficile da realizzare sul piano politico. La sicurezza delle forniture di gas andrebbe affrontata a livello di Ue perché una soluzione congiunta costerebbe di meno, le strategie nazionali potrebbero danneggiare i mercati interni dell’energia e avere effetti negativi per altri Paesi, e il Trattato della Ue parla esplicitamente di solidarietà energetica. La sicurezza delle forniture di gas della Ue è fondamentale per garantire le forniture domestiche durante gli inverni rigidi, per far fiorire l’industria e per impedire che la Ue subisca ricatti su questioni vitali di politica estera. Se i politici europei agiscono in fretta per garantire la sicurezza energetica, ne beneficeranno sia l’Europa sia i cittadini europei.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Simone Tagliapietra (pag. 34)

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