Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Dalla Norvegia alla Russia tutti i guai dei “petrol-Stati”
23/02/2016 - Pubblicato in news internazionali

Secondo il numero uno della banca centrale del paese scandinavo, Oyestein Olsen, anche il 2016 sarà un anno decisamente poco favorevole. Per un paese che deve un quarto del suo Pil e metà delle sue esportazioni a petrolio e gas, il crollo dei prezzi scatenato meno di un anno e mezzo fa non poteva avere un effetto diverso. Trattandosi di uno dei paesi più ricchi del mondo, governato da persone previdenti, non è il caso di far scattare l’allarme rosso: negli anni scorsi è stato costruito un fondo sovrano con 800 miliardi di dollari in cassa, il più grande del mondo. Ma lo choc dei norvegesi è, probabilmente, niente di fronte a quello dei venezuelani, che, dalla sera alla mattina, hanno visto il prezzo della benzina alla pompa schizzare del 6.200%, ovvero rincarare di 60 volte, per la riduzione dei sussidi statali. L’altro grande produttore, la Russia, che deve più di metà delle entrate statali alle tasse sulle esportazioni di petrolio, ha annunciato un taglio del 10% della spesa pubblica. Ma aveva fatto i conti a fine dicembre, quando il greggio stava a 37 dollari al barile, mentre adesso pende pericolosamente verso i 30 dollari. La promessa di non toccare pensioni e stipendi pubblici potrebbe non tenere. Anche un altro grande produttore, la Nigeria, ha annunciato che tirerà la cinghia.

Fonte: La Repubblica, Economia

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Gas, ok Arera a seconda sessione aste capacità dall’Algeria

Le difficoltà degli operatori a ottenere i requisiti di partecipazione in tempo utile ha fatto sì che l’asta tenutasi lo scorso primo luglio per l’assegnazione di capacità gas dall’Algeria presso il punto di ent
[leggi tutto…]

Cipro, Snam in gara per rigassificatore galleggiante

Snam ha presentato una manifestazione di interesse nella  gara bandita dall’azienda pubblica del gas cipriota Defa, per la realizzazione di un terminale di rigassificazione galleggiante Fsru, con relativi moli e gasdotti
[leggi tutto…]

Phase-out carbone, A2A punta sul gas anche a Monfalcone

Arriva l’ufficialità: anche a Monfalcone A2A intende sostituire la centrale a carbone con il gas. La chiusura dell’impianto esistente da oltre 300 MW potrebbe arrivare anche prima della data del 2025 fissata dal Pniec.
[leggi tutto…]