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Home Rassegna Stampa Nord Stream 2, le obiezioni dell’Italia
16/12/2015 - Pubblicato in news internazionali

Il progetto di raddoppio del gasdotto baltico Nord Stream Russia-Germania è portato avanti da Gazprom insieme alle tedesche E.On e Wintershall, alla anglo olandese Shell, all'austriaca OMV e la francese Engie. Lo scrive il Financial Times secondo cui la squadra di Renzi a Bruxelles avrebbe informato il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che l'Italia intende discutere la questione alla riunione del Consiglio che giovedì e venerdì si occuperà delle sanzioni alla Russia.  Nello specifico, scrive il FT, l'Italia starebbe mettendo in dubbio la possibilità di raggiungere un'intesa unanime sul rinnovo delle sanzioni per altri sei mesi alla luce del fatto che il Nord Stream contraddice la logica stessa delle sanzioni. “Abbiamo una posizione decisa sulle sanzioni ma contemporaneamente alcuni paesi o aziende possono raddoppiare il Nord Stream”, ha detto un funzionario italiano citato dal quotidiano. Già la scorsa settimana l'agenzia Reuters aveva anticipato che il governo Renzi avrebbe manifestato l'intenzione dell'Italia di discutere più approfonditamente sull'opportunità di estendere di sei mesi delle sanzioni. L'argomento di Roma è insomma che “la Germania sta dando la priorità alle proprie esigenze economiche rispetto alla diplomazia comune della Ue”. Una notazione fatta da diversi osservatori già all'indomani del primo accordo sul Nord Stream 2 lo scorso giugno. E per la verità difficile da confutare tenuto conto che il progetto asseconda alcuni fondamentali obiettivi economici e strategici di Gazprom e di Mosca sul mercato gas europeo, consentendo tra l'altro l'aggiramento dell'Ucraina proprio quando l'Europa ha preso le parti di Kiev nel confronto con la Russia degli ultimi anni e ne sostiene il ruolo come corridoio di transito. Nei giorni scorsi già dieci paesi dell'Est e Sud Est Europa, i più dipendenti dalle forniture di Mosca, avevano preso pubblicamente posizione contro il progetto. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei, Sandro Gozi, lasciando ieri Bruxelles dopo i lavori del consiglio Affari generali preparatorio del vertice di giovedì e venerdì ha dichiarato che "Nord Stream "andrà valutato: ne andrà valutata la conformità al terzo pacchetto energia e alla legislazione vigente". Spetterà alla Commissione europea, ha proseguito, effettuare la valutazione del caso e Gozi non ha dubbi che sarà "oggettiva".

Fonte: Il Sole 24 Ore, Mondo ​

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